Le infestazioni da parassiti delle coltivazioni sono molto temute dagli agricoltori a causa dei loro effetti profondamente dannosi sui prodotti. La loro presenza, tuttavia, è un fatto naturale e contribuisce al mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema.


Accanto ai parassiti che conosciamo, però, si sta diffondendo una minaccia fino ad oggi sconosciuta che viene da molto lontano: la cimice asiaticaIl suo nome scientifico è Halyomrpha halys e le sue origini sono, come suggerisce il nome, orientali: proviene infatti da Cina, Giappone e Corea. La sua presenza è stata segnalata in Europa per la prima volta nel 2007, ma negli ultimi anni stiamo assistendo ad una sua diffusione massiccia, specialmente nel Nord Italia.

La sua presenza sul nostro territorio è del tutto anomala e le cause di questa infestazione sono da imputare principalmente a due fattori: i cambiamenti climatici e le reti commerciali sempre più globali.

Si tratta di parassiti che raggiungono l’Italia “viaggiando” negli imballaggi delle merci che provengono in sempre maggiore quantità dall’Estremo Oriente. Per la schiusa delle uova, le cimici asiatiche necessitano di climi caldi e umidi e quindi trovano nel nostro Paese un habitat adatto alla proliferazione.

Gli effetti per le coltivazioni sono disastrosi. Questa specie di cimice attacca principalmente i frutteti, è molto ghiotta in particolare di pere, mele ma anche nocciole, quando il frutto è ancora tenero.

Al contrario della cimice nostrana, nel nostro Paese non esistono predatori naturali per la cimice asiatica. Questo ne causa una diffusione incontrollata che in certi casi si è trasformata in una vera e propria invasione.

La cimice asiatica differisce da quella nostrana soprattutto per forma e colore: è più grande di quella verde, in quanto le sue dimensioni si aggirano intorno ai 1,5/1,7 cm e non presenta un colore uniforme bensì il suo dorso è grigio-marrone scuro, quasi marmorizzato.

Come procedere alla disinfestazione per eliminare il problema delle cimici?

Gli antiparassitari chimici tradizionali hanno un debole effetto contro l’infestazione, dal momento che questa specie non è mai stata naturalmente presente nel nostro territorio. Il loro uso incontrollato, oltretutto, potrebbe compromettere la salubrità del terreno e la qualità dei prodotti. Per questi motivi, è consigliabile affidarsi ad un team di esperti in grado di offrire consulenza sulla linea da seguire in caso di emergenza e di garantire risultati senza un impatto incontrollato sulle colture.

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