Negli ultimi anni il batterio Xylella è stato protagonista delle cronache, soprattutto per gli effetti devastanti sulle coltivazioni di ulivo in PugliaL’infestazione ha provocato l’eradicazione di migliaia di ulivi, e i suoi effetti non si limitano esclusivamente a questo tipo di alberi.


Cos’è la Xylella?

Si tratta di batterio della famiglia delle Xanthomonadaceae, al momento se ne conoscono quattro specie che infettano più di cento tipologie di piante: la xylella fastidiosa colpisce olivi, viti e aceri; la sandyi gli oleandri; quella multiplex predilige il pesco, l’olmo, il susino; la pauca contagia le piante di agrumi e di caffè. Studi sul DNA della specie presente in Italia hanno rilevato una corrispondenza genetica con quella presente in Costa Rica, e la spiegazione più accreditata dell’infestazione è quella che sia avvenuto in seguito all’importazione di una pianta infetta sul territorio nazionale.

 

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Come avviene l’infestazione?

Il batterio si trasmette attraverso insetti vettori che si nutrono della linfa presente nello xilema delle piante, l’insieme dei vasi adibiti al trasporto di acqua e soluti dalle radici alle foglie. Nutrendosi da una pianta infetta trasmettono poi il batterio ad un esemplare sano, diffondendo in tempi estremamente rapidi il contagio.

Perché provvedere ad una disinfestazione antilarvale e insetticida?

Provvedere tempestivamente con un’azione antilarvale e insetticida permette di contenere vere e proprie catastrofi come quella che ha interessato gli ulivi pugliesi. Anche Giovanni Martelli, professore emerito della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari e componente dell’Accademia dei Lincei, ha dichiarato pochi giorni fa che «Non è possibile combattere la Xylella Fastidiosa senza l’impiego di insetticidi». L’attenzione mediatica verso l’emergenza pugliese è cominciata nel 2013, anche se il primo contagio è stato fatto risalire già al 2008. Secondo la Gazzetta del Mezzogiorno, in Puglia potrebbero esserci delle brutte notizie anche quest’anno, visto che il batterio sembra essersi annidato nei campi di grano del foggiano e si sta estendendo verso Nord dove si trovano le distese di ulivi della Provincia di Bari.

 

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Quali sono le conseguenze di un’infestazione da Xyella?

Proprio in Puglia, è stato osservato in un numero sempre crescente di piante il fenomeno del disseccamento rapido dell’olivo, che causa la bruscatura delle foglie, imbrunimenti dei rami e del fusto e disseccamenti più o meno estesi della chioma.

La correlazione tra il batterio e il disseccamento degli ulivi non è stata dimostrata scientificamente ma, come sostenuto da Donato Boscia dell‘Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr, le analisi effettuate su 25mila piante hanno evidenziato che il migliaio di piante risultate positive a Xylella proveniva dalle zone in cui il disseccamento era in atto, mentre non sono state riscontrate piante infette laddove il disseccamento non era presente.

Inoltre quello del disseccamento dell’olivo è solo una tipologia di malattia trasmessa dal batterio, che su altre specie di piante ha altri effetti quali la malattia di Pierce sulle viti della California o la variegatura degli agrumi in Brasile.

Esiste una disinfestazione efficace al 100%?

Ad oggi non esiste una terapia per curare le piante malate. Per ridurre il serbatoio del batterio è necessario abbattere le piante infette. Occorre agire sul vettore, sugli insetti che diffondono la Xyella fastidiosa, con un trattamento insetticida e antilarvale, per eliminare le larve e gli insetti ancora giovani.

Il team di Gico Systems garantisce la massima assistenza durante i trattamenti insetticida e antilavarle, potendo contare su un’esperienza sul campo di ben 20anni. La divisione disinfestazione (pest control) della nostra azienda vanta una sede anche Taranto, quindi i nostri esperti sono pronti ad intervenire in tutta la Puglia.