Con il temine roditore ci si riferisce a tutti quei mammiferi provvisti di grossi incisivi a crescita continua che permette loro di rodere; il nome deriva dal verbo latino rodere che significa rosicchiare. Spesso, riferendosi a questi animali, si parla di topi ma questa generalizzazione non è del tutto corretta poiché ne esistono diverse specie e diversi generi.


Quali sono le specie di roditori più diffuse?

Il topo comune, o topolino di campagna (Mus musculus), è un piccolo roditore della famiglia dei Muridi appartenente al genere Mus. Questa specie è originaria dell’Asia centrale ma oggigiorno è distribuita in tutto il mondo. In natura, questi roditori si possono cibare di prodotti di origine vegetale quali semi, radici, foglie e steli oppure di insetti (larve di scarabeo, blatte,scarafaggi, ecc.).

I ratti sono invece roditori appartenenti al genere Rattus. Le due specie più comuni sono il ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus) conosciuto anche come pantegana o ratto di fogna; e il ratto dei tetti o ratto nero (Rattus rattus), entrambi di dimensioni più grandi rispetto ai topi.

I ratti sono animali molto intelligenti e socievoli, si organizzano in strutture sociali complesse e sono molto collaborativi tra loro. Sono, inoltre, animali fortemente sinantropi vivono cioè nell’ambito delle comunità umane.

 

Quali sono i rischi per l’uomo?

Sia i ratti che i topi diffondono malattie, provocano danni e contaminano alimenti. La presenza di un’infestazione è rischiosa non solo in casa ma anche negli ambienti di lavoro, poiché oltre agli aspetti igenico-sanitari, vi sono i danni alle strutture e ai materiali che questi animali possono arrecare.

Questi mammiferi possono essere affetti da agenti patogeni che possono essere trasmessi all’uomo attraverso gli escrementi. Tra le malattie più pericolose che possono essere trasmesse da ratti e topi all’uomo vi sono la salmonella, il tifo murino, la leptospirosi, il colera e la toxoplasmosi. Anche le pulci dei topi possono essere pericolose, in quanto possono trasmettere la peste.

 

Quali sono i segni per capire se c’è un’infestazione in atto?

A meno che non vi sia stato un avvistamento – cosa che può succedere anche in ambienti normalmente abitati come corridoi e cucine – occorre controllare ripostigli, cantine, magazzini o stanze poco usate la presenza di escrementi, simili a piccole palline di colore marrone o nero. Generalmente, si trovano in luoghi poco puliti o nelle vicinanze di alimenti, di lavandini o ciotole di animali domestici. Ad accompagnare questo segnale di solito è presente anche un cattivo odore intenso, oltre a segni di impronte lasciate durante il passaggio.
Un altro segno della loro presenza  può essere rappresentato da piccoli forio rosure che si possono trovare in giro per l’abitazione o attività produttiva. I roditori adorano rosicchiare qualsiasi cosa, sia per istinto che per cercare del cibo. E’ importante ricordare che durante la ricerca dei segnali d’allarme, è opportuno munirsi di almeno un paio di guanti per evitare di toccare a mani nude elementi infetti.

 

Cosa fare in caso di infestazione?

E’ indispensabile avere cura di pulire e disinfettare gli ambienti dove si sospetta essere in atto l’infestazione, anche quelli utilizzati come magazzini o poco frequentati. Inoltre, è preferibile evitare di lasciare alimenti di animali domestici a terra, in quanto potrebbero attirare i roditori.

Trattandosi di animali pericolosi per la salute dell’uomo è indispensabile rivolgersi a dei professionisti del settore al primo segno di infestazione. I ratti sono in grado di riprodursi rapidamente e un piccolo problema può trasformarsi in una situazione grave se non viene gestito correttamente.

 


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