Il 01 marzo 2018 entra in vigore il regolamento UE 2016/1179 (IX ATP del Regolamento CPL), dedicato alla nuova classificazione di numerose sostanze chimiche, tra le quali anche quelle che compongono i rodenticidi utilizzati per le attività di disinfestazione.


 

I rodenticidi nel regolamento UE 2016/1179  

Nella maggior parte degli interventi di derattizzazione viene utilizzato un rodenticida anticoagulante, basato su principi attivi di seconda generazione come il Brodifacoum, il Difenacoum e il Bromadiolone. Il regolamento UE 2016/1179 (IX ATP del Regolamento CPL) afferma che se la concentrazione di queste sostanze è uguale o maggiore allo 0,003%, il prodotto relativo deve essere classificato come tossico con categoria di rischio H360D e il simbolo di pericolo Healt Hazard (GHS08). Inoltre, viene espressamente menzionato che i rodenticidi identificati come classe H360D potranno essere commercializzati e utilizzati solo da aziende professionali di disinfestazione.

Pertanto, è proibita la vendita e l’uso di rodenticidi H360D da parte di privati o utenti non abilitati all’esercizio della professione di disinfestatore. I prodotti destinati quindi al mercato residenziale o non professionale avranno una concentrazione del principio attivo inferiore allo 0,003%.

 

Rodenticidi e meccanismo di azione

Al di là delle ripercussioni giuridiche di questo nuovo regolamento, è importante distinguere che i rodenticidi non sono tutti uguali. Spesso vi è molta confusione sul valore aggiunto di un trattamento di derattizzazione effettuato da una azienda di disinfestazione; viene infatti erroneamente pensato che un prodotto valga l’altro e che basti “improvvisarsi” per poter risolvere il problema.  Grazie al regolamento UE 2016/1179 (IX ATP del Regolamento CPL) si rende ancora più chiaro la differenza tra i rodenticidi anticoagulanti destinati al mercato professionale e quelli invece disponibili per i privati: il meccanismo d’azione non è il medesimo, in quanto i prodotti per le aziende di disinfestazione hanno concentrazioni maggiori del principio attivo. Da qui l’esigenza di vincolare l’utilizzo solo ad operatori specializzati ed in possesso delle dovute abilitazioni e formazione per l’impiego di questi prodotti.