Meno conosciuta rispetto ad altri infestanti come zanzare, topi o scarafaggi, la processionaria è molto diffusa in natura. Infestante per antonomasia di piante come il pino o la quercia, può essere pericolosa per l’uomo e gli animali. Vediamone insieme le caratteristiche e impariamo a riconoscerla per evitare infestazioni.


Iniziamo con una curiosità: il nome “processionaria” deriva dall’abitudine di questi animali di muoversi in fila, l’uno attaccato all’altro, come in una processione.

 

processionaria-cani Processionaria: l'infestante che non ti aspetteresti

 

Proseguiamo dicendo che la processionaria è un parassita e, come si legge nella definizione qui sotto, ciò significa che ha effetti dannosi su un altro organismo:

Parassita: animale o vegetale il cui metabolismo dipende, per tutto o parte del ciclo vitale, da un altro organismo vivente, detto ospite, con il quale è associato più o meno intimamente, e sul quale ha effetti dannosi. (Fonte: Treccani)

 

Gli organismi dai quali dipende la processionaria sono piante di varie specie arboree. I danni che provoca possono essere enormi: questo parassita si nutre delle foglie degli alberi ed è in grado di divorare intere chiome.

In Italia, le specie più attaccate sono il pino (in particolare il pino nero e il pino silvestre) e la quercia. Molto soggetti ad infestazione anche i cedri.

Proprio dallo stretto legame tra queste specie arboree e la processionaria nasce la denominazione comune di processionaria del pino e processionaria della quercia. Vedremo le caratteristiche e la differenza tra le due nel corso di questo articolo.

 

Ciclo vitale della processionaria

La processionaria attraversa tre fasi nella propria vita: quella di larva, quella di bruco e quella di falena.

La fase falena (processionaria farfalla) corrisponde all’età adulta dell’infestante.

Tra luglio e agosto, la falena si dispone all’accoppiamento. Successivamente, depone le uova sull’albero prescelto.

Ciascuna processionaria può deporre fino a 300 uova, che vengono raccolte in gruppi lungo gli aghi o le foglie dell’albero. La posizione è funzionale all’approvvigionamento di cibo: i nuovi nati infatti si nutriranno delle chiome presenti.

A fine estate appaiono le larve, in questo stadio prive di peli urticanti. Con l’arrivo dell’autunno, inizia la creazione dei primi nidi, ancora non particolarmente vistosi.

E’ con l’inverno che le larve costituiscono un vero e proprio nido simile a un gomitolo di lana, molto tipico e riconoscibile. Questo riparo servirà a proteggerle dalla stagione fredda: usciranno di rado e solo per alimentarsi nelle giornate più calde.

 

gatte-pelose Processionaria: l'infestante che non ti aspetteresti
Nido della processionaria

Tra la fine di febbraio e l’inizio di aprile il ciclo di sviluppo si conclude. Le larve, ora mature, sono diventate bruchi con peli urticanti.

Poco dopo, inizia la loro discesa dall’albero in fila indiana. Si dirigono verso il suolo e scavano la loro tana nel terreno, dove rimarranno fino all’estate, quando si trasformeranno in falene.

 

Processionaria del pino

La processionaria del pino ha le seguenti particolarità, rispetto a quanto già detto nel paragrafo precedente:

  • la femmina depone da 70 a 300 uova
  • le uova sono raccolte in un cilindro di colore grigio/argento, creato attorno ai rami o agli aghi del pino
  • le larve hanno una mandibola molto forte, che permette loro di nutrirsi degli aghi dei pini
  • la falena ha un colore grigio con motivi neri e macchie biancastre

 

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Nella foto è visibile il cilindro grigio che le femmine costruiscono con le uova

 

 

Processionaria della quercia

Rispetto a quella del pino, questa specie di processionaria è caratterizzata da:

  • una media di 100 / 200 uova deposte per ciascuna femmina
  • un colore della falena è grigio senza macchie
  • i bruchi sono di colore scuro

 

 

I danni alla salute di piante, animali e uomo

Non solo piante: la processionaria può nuocere anche ad uomini e animali.

Come abbiamo visto, gli alberi possono essere completamente defogliati e morire. Ma questa non è l’unica conseguenza: per gli uomini c’è il rischio di gravi reazioni cutanee ed allergiche. Per gli animali, il pericolo è ancora maggiore e può arrivare all’arresto delle funzioni vitali.

La pericolosità della processionaria sta nella sua peluria urticante.

La peluria può anche essere trasportata dal vento, quindi non è sempre necessario un contatto diretto. La reazione urticante è data dal rilascio di istamina, che provoca reazioni allergiche più o meno gravi. I sintomi di un contatto con la processionaria sono in genere una reazione cutanea dolorosa, con l’apparizione di macchie rosse ed eritema. In caso di contatto con gli occhi si scatenano reazioni di congiuntivite e, in caso di inalazione, si manifestano difficoltà respiratorie, mal di gola, difficoltà a deglutire. Se ingerita, questa peluria può portare a reazioni come nausea e dolore addominale.

Per gli animali, il contatto con la processionaria ha effetti più gravi che sull’uomo. Per questo motivo, dedicheremo un articolo a parte a questa tematica.

 

Per concludere, informiamo che l’errore fatale che potreste commettere è quello di cercare di eliminare autonomamente i nidi di processionaria. Nel prossimo articolo spiegheremo perché ciò non va fatto e quali sono i metodi corretti di disinfestazione.

 


Fonti: