Anche questo 2018 ci porta, purtroppo, casi di virus West Nile (o Febbre del Nilo) in Italia. Le regioni più colpite quest’anno sono il Veneto e l’Emilia Romagna. Capiamo quindi come si trasmette il virus, quali sono i sintomi e come prevenire e curare la malattia.


Come si trasmette il virus West Nile?

Anche se il principale mezzo di contagio umano sono le zanzare della specie Culex, anche gli uccelli sono portatori di questo virus. In Emilia Romagna ed in Veneto sono soprattutto gli uccelli migratori, oltre a merli e gazze, ad essere stati interessati dal virus.

Il virus non viene trasmesso da uomo a uomo, a meno che non vi siano casi di trasfusione di sangue o di tessuti. Questa situazione si può verificare in quanto non tutte le persone colpite da West Nile Virus presentano dei sintomi, e quindi non è sempre facile individuare chi è infetto se non con un’analisi del sangue.

Non solo l’uomo e gli uccelli, ma anche cavalli, cani, gatti e altri animali possono essere infettati.

 


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Sintomi West Nile.*

La maggior parte delle infezioni è asintomatica e guarisce in maniera autonoma senza che la persona se ne accorga.

Il 20% circa delle persone, invece, manifesta alcuni lievi disturbi quali:

  • arrossamenti cutanei,
  • mal di testa,
  • febbre (si parla proprio di febbre West Nile),
  • nausea,
  • vomito,
  • linfonodi ingrossati

Tutti sintomi ricorrenti quando ci sono delle infezioni in corso. Questi disturbi durano da pochi giorni a qualche settimana e non è obbligatorio rivolgersi ad un medico.

In rari casi (circa l’1%), soprattutto nelle persone sensibili, anziani, immunodepressi (ovvero con scarse difese immunitarie) o debilitate, i sintomi sono invece più gravi. Si parla di febbre alta, tremori, disorientamento, torpore, emicrania, debolezza, distrubi alla vista. Nei casi più estremi, si può arrivare alla paralisi e al coma, anche se è un’eventualità davvero rara. Queste infezioni più gravi, oltre a richiedere l’intervento di un medico, comportano anche il ricovero ospedaliero.

*Fonte: Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute

 

Diagnosi e cure.

Per capire se si è infetti da West Nile Virus, è necessario sottoporsi a diversi esami:

  • esami del sangue
  • puntura lombare
  • elettroencefalogramma o risonanza magnetica nucleare

Se i sintomi sono lievi, come abbiamo detto prima, passeranno da soli. Si può eventualmente ricorrere ad aspirina o paracetamolo per alleviare mal d testa e senso di debolezza (chiedere sempre consiglio medico). Nei casi di sintomi più gravi, saranno i medici ospedalieri a somministrare antibiotici ed altri farmaci per eliminare efficacemente il problema.

Ad oggi non esiste un vaccino contro il virus West Nile, pertanto la soluzione più efficace è una prevenzione seria che vada a colpire i veicoli di trasmissione del virus: le zanzare.

 


L’unica vera prevenzione alle zanzare e alle malattie da loro trasmesse è la disinfestazione.

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Virus West Nile in Italia

I primi casi in Italia sono stati registrati nel 2008 e nel 2012 nella Pianura Padana. Oggi, nel 2018, i casi tornano ad essere numerosi, portando la lente di ingrandimento su questa problematica. Il 1 agosto sono stati confermati 52 casi di infezione, di cui 16 (10 in Veneto e 6 in Emilia Romagna) con problemi neuro invasivi e 2 decessi. In Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna sono stati segnalati casi di infezione in cavalli e uccelli.

Ricordiamo che l’Emilia Romagna quest’anno è stata protagonista anche di diversi casi di Febbre Dengue, a riprova del fatto che una sistematica disinfestazione delle zanzare si fa sempre più importante.

 

Quali sono le misure adottate dalle autorità italiane?

Il dipartimento malattie infettive dell’Iss, in collaborazione con il Centro studi malattie esotiche (Cesme) dell’Izs Teramo, pubblicano bollettini periodici con i risultati della sorveglianza sull’espansione del virus. Questi istituti si coordinano anche con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) che, peraltro, ha pubblicato la presenza di 3 casi di infezione in Grecia.

Inoltre, il Centro nazionale sangue (Cns) dell’Iss ha pubblicato le “Indicazioni per la sorveglianza e prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da Wnv – Stagione estivo-autunnale 2018”. Queste indicazioni stabiliscono:

  • il monitoraggio entomologico e veterinario,
  • la frequenza dei campionamenti,
  • le tempistiche relative alla disponibilità dei risultati delle indagini.

Le Regioni della Pianura Padana ogni anno definiscono le trappole da posizionare per catturare zanzare e uccelli da analizzare per calcolare con anticipo i rischi di trasmissione del West Nile Virus. Questo permette di attivare misure di prevenzione e di contenimento dei vettori del virus e di intervenire per regolare le trasfusioni di sangue.

Per il 2018 sono state attivate ulteriori misure: a Bologna, ad esempio, un’ordinanza sindacale ha ordinato trattamenti intensivi contro le zanzare nei luoghi dove si svolgono eventi serali. Nelle aree urbane sono stati attivati interventi larvicidi, mentre nelle aree verdi si è reso necessario il ricorso ad interventi adulticidi.

 


 

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